Le Lesioni da Sovrauso



Una parte importante delle lesioni, nei giovanissimi praticanti, è quella relativa alle lesioni definite da sovrauso , spesso non tempestivamente diagnosticate e/o mal comprese dai genitori e dagli allenatori. Riconoscerle , indirizzare il giovane atleta dallo specialista per le cure appropriate e modificare gli allenamenti per ridurre i rischi, sono alcune responsabilità dell'allenatore e dell'équipe che lo supporta. Le lesioni da sovrauso, infatti, sono spesso caratterizzate da sintomi intermittenti e subdoli , tali da limitare l'attività sportiva per poco tempo; se non correttamente trattate, rischiano di diventare croniche, recando gravi danni al futuro atleta. Le più frequenti lesioni da sovrauso riguardano i segmenti corporei sottoposti a maggiori pressioni, trazioni o traumi durante l'attività fisica. Le zone epifisarie , dove è collocata la cartilagine d'accrescimento che permette la crescita in lunghezza dell'osso del giovane, sono particolarmente esposte a questo genere di lesione. Ginnastica , tuffi , hockey e le attività in cui il tricipite omerale è molto utilizzato, portano di frequente a lesioni nella zona di inserzione del muscolo sull'epifisi olecranica (estremità del gomito). Un periodo prolungato di sospensione dell'attività (circa 3 mesi) risolve la sintomatologia nella gran parte dei casi. Gli sport di grande impegno per il quadricipite femorale causano, più spesso nei maschi in età compresa tra gli 8 e i 15 anni, la malattia di Osgood-Schlatter che provoca dolore nella zona del tubercolo tibiale (all'altezza del ginocchio). Tale lesione può essere associata o meno al dolore localizzato nella parte inferiore della rotula : l'infiammazione nelle due sedi è dovuta all'azione in trazione realizzata dal potente tendine quadricipitale. Anche in questo caso, se la lesione viene prontamente riconosciuta, il primo rimedio da adottare è la sospensione dell'attività fisica .